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Sommergibile U-Boot tipo VII

Bellissimo progetto di un sommergibile tedesco U-Boot posamine

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Il tipo VII fu il sommergibile più utilizzato dalla Germania durante la seconda guerra mondiale, in particolar modo nella Battaglia dell’Atlantico, della quale fu assoluto protagonista. La larga maggioranza degli Assi dei sommergibili tedeschi della seconda guerra mondiale ottenne i propri successi su questi battelli. Sebbene le sue ridotte dimensioni ne facessero un battello particolarmente scomodo per qualità della vita a bordo, si rivelò il sommergibile più adatto alla navigazione in Atlantico e fu fin da subito letale per i convogli mercantili alleati, ai quali i cosiddetti “branchi di lupi” (formazioni di U-Boote che sferravano attacchi in simultanea) inflissero enormi perdite. Solitamente i tipo VII sferravano attacchi in notturna in emersione, per poter contare su una maggiore velocità e su una maggiore possibilità di non essere avvistati durante la delicata fase di approccio e durante il lancio dei siluri. Subito dopo l’attacco il sommergibile invertiva la rotta o si immergeva per sfuggire alle unità di scorta nemiche, che non appena ne individuavano la posizione approssimativa iniziavano il lungo rastrellamento con l’utilizzo dell’Asdic e delle bombe di profondità, dando inizio ad un inseguimento che poteva durare giorni interi e che era il peggior incubo di ogni sommergibilista. Non di rado tuttavia i tipo VII effettuavano anche attacchi in immersione da quota periscopica.

La tattica del “branco di lupi” ideata da Dönitz prevedeva che non appena un sommergibile avvistasse un convoglio informasse immediatamente il BdU (il comando della flotta sottomarina) rivelandone la posizione. Il BdU dava poi ordine a tutti i sommergibili presenti nella zona di confluire in un determinato punto dal quale il branco iniziava l’inseguimento. L’attacco avveniva in simultanea, solitamente dopo aver seguito il convoglio per diverse ore (in attesa dell’oscurità) con i diversi sommergibili che puntavano a diverse navi del convoglio.

Questa tattica si rivelò fin da subito molto efficace ma fu più volte limitata dalla quantità di sommergibili operativi in Atlantico e dalle sempre più efficaci misure antisommergibile adottate dagli alleati, che vennero modificate e migliorate svariate volte nel corso della guerra.

Nell’evolversi del conflitto in Atlantico, il peggior avversario di ogni U-Boot si rivelò l’aereo: la Germania infatti non riuscì mai ad esercitare un controllo degli spazi aerei anche solo parziale sui mari interessati dal conflitto, mentre gli alleati anno dopo anno intensificarono sempre di più la loro copertura aerea antisommergibile, equipaggiando bombardieri a lungo raggio con bombe di profondità e impianti radar e utilizzando oltre alle basi inglesi anche basi in Islanda e Groenlandia. Già a metà del 1943 per qualunque sommergibile tedesco era proibitivo pensare di navigare in emersione negli orari diurni, anche solo per poche ore.

La variante VII-D, disegnata nel 1939/40 era equipaggiata con lanciamine. Composto da 5 tubi verticali situati dietro la torre. Solo uno su sei (U 218) è sopravvissuto al conflitto.

Il modello è progettoato in scala 1/48 con una lunghezza finale di 1,6 metri ed è di qualità museale.

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